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Sanremo 2012: la quarta serata

20/02/2012 10:10:00


di Patrice Makabu

Firenze. In questa edizione del Festival di Sanremo sono presenti in maggioranza artisti giovani ed è per questo che risulta seguita da un pubblico di ogni età. Durante la terza serata abbiamo ritrovato la vincente formula dei cosiddetti duetti, ma questa volta i cantanti in gara erano accompagnati da artisti italiani. La serata ha previsto altri due eliminati tra i big ed il vincitore di Sanremo della categoria giovani proposte, ma passiamo ai momenti clou. Le esibizioni sono state tutte molto valide con un particolare accento per la coppia Dolcenera-Gazzè: un duo perfetto, l'incontro armonioso di due voci che hanno reso ancor più piacevole il testo di "Ci vediamo a casa" già di per se molto interessante e distensivo oltre che distintivo, una gradevole musicalità che mette di buon umore.

Luci stroboscopiche, fumo, decine di ballerini di break-dance, volume alle stelle, Loredana Bertè e Gigi D'Alessio trasformano il palco dell'Ariston in una vera discoteca, al ritmo di "Respirare" remixata sapientemente ed originalmente da Mario Fargetta e pronta per diventare un tormentone trasmesso su tutte le radio: è stata senza alcun dubbio la migliore esibizione della serata, coinvolgente, inaspettata e piena di ritmo. Il pubblico di Sanremo ha molto apprezzato la bravura di Gigi e Loredana che hanno dimostrato come ritmo e movimento possano caratterizzare ancor di più le parole di un brano valorizzate da un arrangiamento molto differente dall'originale.

Sfortunata l'ensemble Matia Bazar-Platinette, piacevole ed originale ma senza esagerazioni, il testo della canzone interpretato (recitato) da Platinette si è rivelato più interessante anche se l'originalità non è, nemmeno in questa occasione stata protagonista. L'amicizia tra la popolare Platinette ed i Matia Bazar è storica ma la scelta di duettare insieme palesemente non si è rivelata la migliore tra le tante possibili. Eugenio Finardi e Beppe Servillo degli Avion Travel: una interpretazione dalla resa molto interessante, una unione che si spera possa sfociare in una futura collaborazione.

Emma ed Alessandra Amoroso in ottima sintonia, due giovani promesse della musica italiana insieme per la gioia dei molti fans e che insegnano quanto si possa imparare una volta raggiunto il successo attraverso un talent show, come anche è il caso di dire per Noemi in duetto con Gaetano Curreri. Arisa e Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus) danno un po' di smalto in più a "La notte", pezzo in pieno stile sanremese con l'accompagnamento al violino di Pagani, ancora, Francesco Renga: "La tua bellezza" cantata in accompagnamento del coro di voci bianche della Scala, arrangiamento non molto elaborato.

Quarta serata con la comicità dirompente di Alessandro Siani (attore, cabarettista, personaggio televisivo e sceneggiatore), comico napoletano dall'umorismo che ha pienamente convinto il pubblico. Argomenti attuali che spaziano dalla crisi (ormai sovrana incontrastata), alla politica: il pubblico esulta con una standing ovation mai vista in tutte e quattro le serate.

Commovente e riuscitissimo il pezzo sull'unità d'Italia, che gli ha fatto guadagnare un applauso in piedi da tutto il pubblico dell'Ariston: in poche parole un comico che sa quello che dice e finalmente fa divertire sin dal primo momento senza eccessi né volgarità, a mio avviso il migliore tra tutti quelli che si sono alternati sul palco in occasione di questo evento. L'unica nota spiacevole ci arriva puntuale dalla Mrozova e c'era da aspettarselo: al termine dell'esibizione di Siani per tre volte afferma di non aver capito niente, quasi fosse un vanto e tanto per farci chiedere "ma che cosa la pagano a fare?". Concordo con l'idea di chi le vallette le preferisce forse meno belle ma più comunicative, diverse quindi da Ivana Mrazova, avremmo preferito certamente un clone della Littizzetto, purtroppo la clonazione umana è vietata in Italia.

Tra gli ospiti Sabrina Ferilli, che ha illustrato il corso della sua attuale carriera con alcuni cenni ad un Sanremo passato che la vedeva protagonista con Baudo. Eliminati: Civello ed i Matia Bazar, vince Sanremo Giovani Alessandro Casillo, lanciato dallo show di Canale 5, "Io canto", condotto da Gerry Scotti.

La finalissima di Sanremo 2012

Tremate Tremate Celentano è tornato. E trema soprattutto la Rai. Quinta ed ultima serata all'insegna del terrore per quello che Celentano possa dire.
L'appuntamento con comicità di quest' ultima serata è con Geppi Cucciari, brillante e sempre con la battuta pronta, la sarda più amata della Tv durante gli ultimi anni, che arriva sul palco di Sanremo senza scarpe, perchè "a Sanremo chi non ha indossato qualcosa ha avuto successo". Emozionatissima, non può fare a meno di guardare in alto il suggeritore per fare il punto sul susseguirsi delle battute in programma, durante le altre apparizioni nel corso della serata fortunatamente userà un taccuino scongiurando un sicuro torcicollo.

Geppi dimostra serietà ed intelligenza come sempre, simpatia spontanea che va comunque ben oltre al monologo scritto, serata tutta al femminile l'ultima di Sanremo. Adriano Celentano pare essere diventato improvvisamente una palla al piede, togliendo quasi protagonismo agli artisti sul palco, sabato non si attendeva una serata di musica e divertimento, si attendeva Celentano. Un Adriano che puntualizza nuovamente per filo e per segno tutto quello che già nella precedente apparizione aveva recitato. Fischi, insulti, urla, pochi applausi, pochi consensi, poco entusiasmo. Nonostante il pensiero di Celentano sia quello di moltissimi italiani, forse della maggioranza oserei dire, la sua partecipazione a Sanremo è stata deludente e noiosa.

Conosciamo e stimiamo Adriano da una vita, è un pezzo d'Italia e della storia della musica italiana, ma è stata una scelta troppo azzardata da parte del direttore artistico (che si è dimesso per giunta) includere la sua presenza all'interno di un evento così seguito. Sarebbe stato preferibile che come è accaduto in questi ultimi anni Adriano Celentano avesse un suo spazio all'interno di una delle reti Rai e conducesse una trasmissione a lui dedicata, che chi avesse voluto avrebbe potuto seguire. Nella seconda ed ultima apparizione sanremese Celentano non apre nuovi argomenti, cerca di giustificare la propria posizione di pensiero in riguardo a temi quali le due già citate testate Avvenire e Famiglia Cristiana, alla Chiesa, alla crisi.

Se gli argomenti fossero stati trattati in maniera meno polemica e disorganizzata evidentemente non ci sarebbe stato motivo ed urgenza di ritornarci sopra per addolcire la pillola. La quinta ed ultima serata è stata segnata dalla stanchezza fisica di Morandi, che in molte occasioni ha commesso gaffes e che in un alcuni momenti sembrava fosse addirittura disorientato, le ovvie improvvisazioni sono saltate subito all'occhio, un Papaleo in piena forma si esibisce presentando la sua canzone esclusa lo scorso anno dal Festival ed è subito così stato chiaro il perchè alla giuria di selezione non fosse sembrata convincente.

Rocco Papaleo dalla prima all'ultima serata ha dato dimostrazione del suo talento che non è certamente quello del cantante ma del cabarettista ed attore di teatro, che gli ha permesso una co-conduzione esemplare, mi piace considerarlo difatti la versione popular chic di Chiambretti, che accanto a Mike Bongiorno diede una vera scarica di energia positiva ai telespettatori. Attraverso Papaleo ed Arisa il pubblico italiano ha conosciuto due caratteristici personaggi lucani, pieni di voglia di fare e di talento che in un breve lasso di tempo sono stati in grado di esaltare le bellezze della propria terra unite alla semplicità che da sempre rappresenta la formula vincente per avvicinare ed incuriosire il pubblico.

Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu vestiti da clown ispirati dalla preghiera del clown di Totò, danno inizio a una gag che, anche se non resterà nella memoria di molti, regala alla Rai ed a Lorenza Lei una figuraccia planetaria per via del testo che attacca in parte sia l'azienda che la dirigenza. In poche parole l'ultima serata è stata deludente su molti fronti come la prima. Tra esclusioni, ripescaggi, televoti fuori controllo, cantanti accusati di esibirsi in playback (Bertè), improvvisazioni improbabili, fischi, urla, contestazioni, applausi ecco i vincitori: vince il 62 esimo Festival della canzone italiana Emma Morone, la cantante ventottenne salita sul palco dell'Ariston con il brano "Non è l'inferno", scritto da Francesco Silvestre dei Modà.

Emma è già molto popolare ed ha partecipato a diversi talent show negli anni passati, fu lanciaia da "Amici" di Maria de Filippi durante la nona edizione. Dietro di lei due grandi cantanti: Arisa e Noemi, quest'ultima al terzo posto grazie al jolly della sala stampa dei giornalisti, scavalcando Loredana Bertè e Gigi D'Alessio, che mai come quest'anno un terzo posto lo avrebbero meritato, a battesimo del nuovo sodalizio artistico vincente sotto tutti i fronti. Di Arisa al secondo posto nulla da aggiungere, la cantante è ormai garanzia di qualità ed originalità e mai come in questi giorni ci ha stupiti per la sua rivoluzione in senso artistico.

L'ultima serata della kermesse musicale della città dei fiori, condotta da Gianni Morandi, ha registrato 14 milioni e 456 mila telespettatori con il 50,93 per cento di share, nella prima parte, e 12 milioni e 22 mila spettatori con il 68,68 per cento di share, nella seconda. Vorrei esprimere un mio personale parere in riferimento ai programmi di intrattenimento pomeridiano sulle principali reti televisive italiane andati in onda durante la scorsa settimana.

E' veramente sconfortante il fatto che, nonostante quasi tutti gli artisti a Sanremo quest'anno ci abbiano regalato qualitativamente e musicalmente un festival invidiabile, anche grazie alla quasi totalità (ripeto) di giovani presenze -si continui a parlare solo, soltanto, esclusivamente ed insistentemente di abiti e di moda, di look e di chili in meno o di troppo- La profondità intellettuale della maggioranza degli ospiti presenti e dei conduttori all'interno delle trasmissioni televisive più viste, tenendo conto quanto spazio hanno occupato critiche vertenti su questi argomenti che nulla hanno a che vedere con il talento (che è quello che invece dovrebbe essere oggetto di discussione), lascia molto a desiderare toccando livelli inaccettabili.


© Toscana News 24

venerdì 18 maggio 2012 - 2.40



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