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Salviamo il Monumento per la pace di Villa Vogel
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di Redazione
Firenze. Il totale stato di completo abbandono e degrado permanente del Monumento per la pace di Villa Vogel a Firenze, realizzato da Flavio Bartolozzi nel 1995, in collaborazione con gli studenti del Liceo Artistico Michelucci, ha spinto l'autore a scrivere una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ed alle autorità toscane. Una vera e propria denuncia, affinché il monumento, che fa parte del patrimonio sociale e culturale di Firenze e del Paese, venga riparato, in segno di rispetto verso la collettività e verso la storia.
La lettera al presidente Napolitano
Signor Presidente, è da tempo che come artista e cittadino italiano medito di scriverle due righe per informarla di quanto è accaduto al Monumento per la pace di Villa Vogel a Firenze (Quartiere 4 di Scandicci), da me realizzato nel 1995 in collaborazione con i mie studenti del Liceo Artistico "G. Michelucci" di Firenze , su commissione del Comune della stessa città, e con l’approvazione della Regione e della Provincia Toscana. La scultura, che rappresenta l’unione ideale fra i popoli, nelle intenzioni dell’Amministrazione fiorentina doveva divenire il simbolo identitario di "una città che non dimentica" gli orrori e la violenza della guerra e dei regimi nazista e fascista, il coraggioso sacrificio e le sofferenze di tutti coloro che hanno lottato per la libertà e la democrazia in Italia e nel mondo.
"Firenze città di pace" ha ospitato i miei disegni su "I disastri della guerra" di Goya in più occasioni dagli Anni ’80 ad oggi: piazza della Signoria, iniziativa indetta dal Tribunale dei popoli (1982); "Un segno per la pace: i disastri della guerra, il sonno della ragione genera mostri" (2004-2007); Palazzo Strozzi, Firenze "Conferenza guerra e pace" (2010), solo per citarne alcune. Ma Firenze ha anche dimostrato una grande negligenza non rinnovando la promessa fatta ai suoi cittadini nel 1995, e cioè quella di onorare e custodire la propria memoria storica, lasciando il Monumento per la pace di Villa Vogel in uno stato di completo abbandono, in balia dei vandali.
Signor Presidente, non è la prima volta per altro che invio foto, articoli e lettere aperte ai giornali, denunciando un tale spregio ai diritti miei e altrui, perché se è vero che quella scultura è una mia creatura, è altrettanto vero che avendola donata alla città di Firenze, sarebbe dovere delle autorità salvaguardarla in quanto bene collettivo d’interesse storico-culturale. Ogni anno si commemorano per legge dello Stato italiano (ex legge n. 61 del 15 aprile 2005, e n. 211 del 20 luglio 2000,) il Giorno della libertà (9 novembre) e il Giorno della memoria (27 gennaio), ma del monumento di Villa Vogel non si cura più nessuno, e so che non è il solo a non godere di buona salute.
Deturpato, è stato dimenticato da tutti, nonostante l’Amministrazione fiorentina, insieme alle altre autorità, durante l’inaugurazione avessero promesso solennemente che il Monumento per la pace sarebbe stato il centro delle manifestazioni "Per non dimenticare", nonché simbolo del proprio impegno per l’affermazione della pace e della nonviolenza, nel mondo. Dunque, non solo in qualità di artista e cittadino, ma anche quale nipote di una vittima della strage nazi-fascista di Piazza San Lorenzo a Pistoia del 12 settembre 1943 (mia nonna paterna Maria Tasselli), la prego dunque signor Presidente, in quanto uomo di pace e garante supremo dei nostri diritti di cittadini italiani, di accogliere questa mia lettera non come un mio sfogo personale, ma come un allarme e una sollecitazione a non far morire la coscienza degli italiani, a fare qualcosa perché i luoghi della nostra cultura storica tornino ad essere la nostra casa comune. In attesa di una sua risposta, cosciente dei suoi innumerevoli impegni, la ringrazio per il suo tempo e la saluto con cordialità. Flavio Batolozzi.
Crediti fotografici: Giuseppe Marazia.
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