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Sanremo 2012: Celentano, atto secondo
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di Redazione
Sanremo. Il grande Adriano Celentano ha colpito ancora. Ricevendo fischi ed applausi dal palco del Teatro Ariston, nell'ultima serata del Festival di Sanremo. "Quando parlo di chiusura di Famiglia Cristiana e di Avvenire - ha detto il Molleggiato - dico che andrebbero chiuse, non significa esercitare uan forma di censura". Pochi secondi dopo, sono arrivate le contestazioni del pubblico. "Dovreste farmi finire di parlare, magari c'è qualcosa di interessante anche per voi", ha poi aggiunto.
"Non ho il potere di chiudere un giornale, mentre qualcuno non ha esitato a chiudere qualcosa". Dopo aver esternato le sue osservazioni sul paradiso, Celentano ha ribadito il concetto già espresso in apertura della kermesse. "Su questi temi dovrebbe basarsi un giornale che ha la presunzione di chiamarsi Famiglia Cristiana o anche l'Avvenire. Ma loro parlando di politica, della politica del mondo anziché di Dio, perchè Gesù era un politico come Giuda, Gesù apriva il suo cuore ai bisognosi mentre Giuda voleva sfruttare la potenza del figlio di Dio per fini consumistici e sete di potere, quasi come succede oggi. Perciò, quando dico che andrebbero chiusi definitivamente, ho detto andrebbero, non significa esercitare una forma di censura".
"Se i giornali fossero miei - ha detto ancora, mentre il pubblico dell'Ariston si divideva tra applausi e fischi - io non li chiuderei, ma cambierei la loro impostazione. Siamo in democrazia, ho espresso un mio desiderio: potete anche stare aperti, ma almeno cambiate la testata". "La corporazione dei media si è coalizzata in massa contro di me, neanche se avessi fatto attentato allo Stato", ha poi sottolineato il Molleggiato.
"Fra quei quattro o cinque che mi hanno difeso e che ringrazio, mi ha colpito voce di un prete, don Mario, che ho visto da Mara Venier: grazie, don Mario, tu hai capito ciò che i vescovi hanno fatto finta di non capire. Perfino Travaglio, ospite della Gruber, che sembrava avesse capito di cosa parlavo, non ha resistito e a un certo punto ha voluto affondare il coltello nella piaga, non la mia, la vostra, perchè alla fine è solo la vostra che diventa sempre più profonda. Vi distolgono dal capire, e allora cosa fanno? Affinchè possiate non capire, dal contesto estrapolano una frase, cambiano anche il modo dei verbi".
"Ma io - ha concluso Celentano - sono venuto qui a fare quattro chiacchiere con quei sedici milioni di persone che hanno visto il festival di Morandi, per parlare del significato della vita, della morte, soprattutto di quello che viene dopo, della straripante fortuna che tutti abbiamo avuto per essere nati e dunque divertirci a fantasticare su dove e come sarà il paradiso. Ci allontaniamo sempre di più e invece dovremmo cercarlo".
L'ira di Avvenire
"Cancellare uno schiaffo in faccia alla verità è difficile. Ed è difficile chiedere scusa a se stesso prima che a chiunque altro (nessuno di noi lo aveva preteso) allungando incredibilmente la lista dei presi di mira. Ancora più difficile pensare di poter sostituire un indicativo condito di imperiosa malizia (Avvenire e Famiglia Cristiana devono chiudere definitivamente) con un condizionale ingeneroso e furbetto (andrebbero chiusi se). Non si prendono in giro milioni di persone, non si può pensare di riuscirci, neanche se si canta bene, si ottiene carta bianca dalla Rai".
Con queste parole molto polemiche, che fanno eco a quelle del Molleggiato, il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, ha risposto in un editoriale alle parole di Celentano, che ieri sera dal palco dell'Ariston è tornato a criticare la stampa cattolica.
"Difficile, quasi, come gridare, sperando di essere creduto, che Avvenire e Famiglia Cristiana sono fatti da giornalisti che non si curano di Dio e distolgono lo sguardo dalla vita e della morte degli uomini e delle donne del nostro tempo (lui dove era quando Avvenire chiedeva alla Rai di far parlare quelli che lottano la vita e si misurano col dolore e la morte?). Insomma, caro Celentano, la delusione resta e si aggrava. E come s'è capito ieri sera in diretta tv non è solo nostra", ha poi concluso il giornalista. |
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