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Confindustria: si è aperta la fase del dopo Marcegaglia, per Montezemolo occorre "discontinuità"
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Il governo Monti ha varato il decreto sulle semplificazioni, con qualche novità
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di Redazione
Firenze. Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto sulle semplificazioni con qualche novità rispetto alle bozze circolate ed escludendo la contestata norma sul valore della laurea nei concorsi pubblici. Tre i capitoli principali: semplificazioni per i cittadini; sburocratizzazione per imprese, infrastrutture e trasporti; semplificazioni per pubbliche amministrazioni, università e ricerca.
"Abbiamo approvato questo decreto legge sulla semplificazione, una semplificazione orientata ai cittadini e all'economia", ha spiegato il capo del governo tecnico, Mario Monti, al termine di un Consiglio dei ministri durato oltre sei ore. "Nelle riforme strutturali per la crescita, è importante che ci siano queste misure", ha ribadito il premier. "E' un insieme di provvedimenti - ha aggiunto lo stesso Monti - che migliorano la qualità della vita dei cittadini, che hanno rapporti nei vari momenti della loro vita con la pubblica amministrazione, e migliora anche la competività dell'economia attraverso il miglioramento della produttivtà. Dimostra, ancora una volta, l'impegno dell'Italia nelle riforme in linea con le raccompandazioni della Commissione euroepa e di altre istituzioni autorevoli".
E' stata rinviata, per il momento, la decisione del governo in tema di valore legale del titolo di laurea. L'esecutivo deciderà dopo "una consultazione pubblica sul tema". "E' un tema di cui si dibatte dai tempi di Einaudi e al quale noi ci siamo accinti con animo sgombro da pregiudizi ideologici. Da parte mia - ha sottolineato il presidente del Consiglio - ero favorevole a superare il simbolismo del valore legale della laurea. Ma il tema è più complicato, per questo non lo affrontiamo in questo decreto". Monti ha annunciato, quindi, l'intenzione di "aprire una consultazione pubblica" su un documento definito dal ministro Profumo. "Poi trarremo le conclusioni", ha spiegato il premier sottolineando: "Quando troviamo temi per i quali è necessario un approfondimento di idee, noi siamo favorevoli al dibattito di idee".
Ad illustrare le novità principali contenute nel decreto sono stati i ministri competenti. Novità in arrivo per i cambi di residenza, che "si verificheranno all'atto della dichiarazione". Controlli e sanzioni "in caso di dichiarazioni sbagliate", verranno eseguiti in seguito. Lo ha spiegato il ministro della Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi. Secondo i dati forniti dal ministro il cambio di residenza riguarda "1,4 milioni di cittadini e famiglie all'anno".
Le nuove norme in materia di semplificazione negli appalti consentiranno risparmi per oltre 140 milioni di euro l'anno per le imprese, ha assicurato Patroni Griffi. "L'utilizzazione della banca dati semplifica - ha spiegato - la partecipazione alle gare di appalto. Ora, se un'impresa prende parte a venti gare, deve presentare venti volte la stessa documentazione. Concentrando la documentazione delle imprese in un fascicolo presso la banca dati dell'Autorità, saranno direttamente le stazioni appaltanti a consultare quel fascicolo che sarà cura delle imprese aggiornare".
"Ogni anno vengono introdotti nuovi oneri per le imprese. Noi vogliamo che ogni anno amministrazioni e governo siano in grado di capire quanti oneri sono stati introdotti in un determinato settore e quanti ne sono stati eliminati, in modo che il saldo sia zero o inferiore". Se i costi saranno superiori a quelli che sono stati eliminati "scatterà una delega regolamentare del governo, per la riduzione di oneri afferenti a quel settore in modo da riportare il saldo zero". Le misure sono orientate a "migliorare le condizioni di vita dei cittadini e delle imprese".
L'eliminazione dei documenti cartacei, relativi alla protezione dati personali, porterà risparmi pari a 320-325 milioni di euro l'anno, afferma il ministro della Pubblica amministrazione. Al via con il nuovo decreto anche una cabina di regia sull'agenda digitale. Quello dell'agenda digitale, ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, "è uno dei grandi temi aperti per lo sviluppo del Paese". "C'è molto ancora da fare, siamo indietro e dobbiamo accelerare. Abbiamo previsto una cabina di regia che affronterà i punti chiave dell'agenda digitale: gli investimenti per la banda larga, le strategie per la sua diffusione ma anche gli investimenti per la formazione per i cittadini e per la pubblica amministrazione all'uso della banda larga. La cabina di regia deve costruire questo percorso".
La successione ai vertici di Confindustria
Secondo il parere dell'ex presidente Luca Cordero di Montezemolo, in Confindustria, dopo la fine dell'era Marcegaglia, occorre discontinuità. Guardando all'elezione del prossimo leader degli industriali, che si insedierà con l'assemblea di fine maggio, il presidente della Ferrari ha ribadito il concetto: "Credo ci voglia un imprenditore che rappresenti la grande forza di questo Paese che è l'industria, il manifatturiero, la tecnologia".
"Non spetta a me fare nomi, se non più avanti", ha aggiunto lo stesso Montezemolo, che non ha ancora preso alcuna posizione ufficiale ma negli ambienti di Confindustria è considerato un sostenitore forte del patron della Brembo, Alberto Bombassei. L'imprenditore di Bergamo che, con il delicato ruolo di vicepresidente con delega alle relazioni industriali, ha lavorato al fianco di Montezemolo dal 2004 al 2008, e dal 2008 ha lo stesso ruolo con Emma Marcegaglia.
Il prossimo presidente di Confindustria, dunque, dovrà essere "un imprenditore che rappresenti una discontinuità in funzione di qualcosa di nuovo che si deve fare". Un imprenditore "che affronti, cosa non fatta fino a oggi e negli ultimi anni, la riorganizzazione e la maggiore efficienza di Confindustria. Un imprenditore che tolga un pò Confindustria dalla tattica e la porti alla strategia".
Al momento, sono tre gli industriali in gioco per la prossima presidenza: Alberto Bombassei, Giorgio Squinzi, e Andrea Riello. Tuttavia non ci sono ancora candidature ufficiali, che saranno consigliate dai "tre saggi" che mercoledì scorso hanno ottenuto dalla giunta di Confindustria l'incarico di sondare il sistema per far emergere i nomi che riscuotono più consenso. |
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