|
|
|
Stragi e torture: la dittatura di Bashar Al Assad verso l'oblio
|
|
di Redazione
Homs. Prosegue la dura repressione del regime siriano, con una lunga scia di vittime, in diverse zone del Paese. Gli attivisti del Comitato generale della rivoluzione, citati dalla tv Al Arabiya, hanno denunciato il massacro di circa 80 persone. "Abbiamo registrato un forte aumento delle violenze negli ultimi tre giorni", si legge in un rapporto del capo della missione degli osservatori della Lega araba, il sudanese Mustafa Al Dabi, di cui ha dato notizia l'emittente araba Al Jazeera. L'Unicef ha lanciato l'allarme sui minori: sono ben 384 i bambini uccisi in Siria da metà marzo scorso, quando ha avuto inizio la rivolta contro il regime del presidente a vita Bashar Al Assad.
Il Consiglio nazionale siriano si è detto pronto a fornire armi e finanziamenti ai ribelli che in Siria stanno combattendo contro il regime per creare una struttura di comando organizzata. Lo ha dichiarato il portavoce Bassma Kodmani, dicendo che dopo mesi di trattative a distanza il Cns e l'Esercito libero siriano hanno raggiunto un accordo per riorganizzare la struttura. Kodmani ha poi sostenuto che sono in aumento le defezioni dall'esercito regolare di Damasco e che le proteste, iniziate dieci mesi fa come manifestazioni popolari di massa, hanno oggi preso una dimensione militare irreversibile.
Nel frattempo, le proteste contro la dittatura di Assad continuano, anche all'estero. Decine di manifestanti hanno assaltato la sede dell'ambasciata siriana a Il Cairo, in Egitto, che si trova vicino alla famosa piazza Tahrir. Lo ha riferito un giornalista di Al Jazeera. Nuove proteste contro Assad si sono tenute anche in Libano. |
|
|
|
|