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Basta con gli interessi delle singole categorie
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"Avanti tutta" del governo Monti sulle liberalizzazioni che occorrono al Paese
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di Redazione
Firenze. "C'è una caratteristica importante e pericolosa in questo Paese: per anni si sono rispettati gli interessi delle singole categorie che quelli generali. Interessi che sono legittimi, ma l'insieme degli interessi delle varie categorie dà luogo ad una gabbia che fa danno al proprio Paese, che sprofonda". Lo ha detto il premier Mario Monti, ospite del programma Rai, condotto da Lucia Annunciata, "In 1/2 ora".
Il mercato del lavoro "va riformato a favore dei giovani", ha ribadito lo stesso capo dell'esecutivo. "Il governo - ha spiegato - deve riuscire ad agire prima di tutto sui fattori di competitività delle aziende: più riusciamo ad agire sulle altre cose, meno abbiamo bisogno di agire sul lavoro che resta un costo molto alto e anche su quello bisogno passare per riformare il mercato del lavoro a favore dei giovani".
Quanto alla contestata applicazione delle liberalizzazioni varate dai tecnici, secondo Monti non c'è "nessun intento dilatorio del governo". "Io li chiamo interventi il più rapidamente possibile alle condizioni attuali - ha detto il presidente del Consiglio - non so se porremo o no la fiducia, ma abbiamo moltissima fiducia sul fatto che il Parlamento sappia apprezzare questo decreto".
Ma il capitolo principale resta sempre il lavoro. "Come obiettivo - ha aggiunto il premier - abbiamo quello della semplificazione del mercato del lavoro con una riduzione delle segmentazioni. Un'attenzione particolare sarà data ai giovani e al miglioramento qualitativo del loro ingresso sul mercato del lavoro". L'articolo 18? "Per come lei lo presenta - ha detto Monti alla giornalista - sembra un tabù ma io sono contrario alle trattative che si aprono con dei tabù. Ci vuole apertura mentale totale".
Con il rilancio del lavoro e la riforma che ne conseguirà, il premier ha confermato l'impegno delle istituzioni per combattere la gravissima piaga dell'evasione fiscale. "Con la lotta all'evasione non si vuole determinare un clima di caccia alle streghe, ma di serio contrasto. Fino ad ora siamo andati alcuni gradini in su. Ci aspettiamo un gettito abbastanza rilevante dagli strumenti che abbiamo introdotto per un maggiore contrasto all'evasione".
Sul recente declassamento dell'Italia e sul dibattito in merito alla reale validità dei giudizi della agenzie di rating, il professore ha usato la sua consueta ironia. "Non mi piace chi critica l'arbitro quando perde la partita. Sono convinto che le aggressioni e che i complotti esistano. Sono anche convinto che ci sia in ogni individuo, impresa o nazione, il pensiero, quando ci sono delle difficoltà, di essere vittime di un complotto. Credo che sia saggio vigilare come se ci fossero davvero dei complotti ma credo che sia doveroso agire per migliorare se stessi". |
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