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La rivelazione del comandante
La scatola nera della Costa Concordia era guasta, da almeno quindici giorni prima del naufragio

22/01/2012 12.00.00


di Redazione

Grosseto. E' emerso un nuovo colpo di scena nella vicenda sul grave naufragio della Costa Concordia, adagiata a circa centoventi metri dalla riva dell'isola del Giglio. I pm di Grosseto stanno cercando il pc portatile (laptop) che il comandante della nave, l'ormai celebre Francesco Schettino, portò fuori dalla nave e che affidò, a quanto pare, ad una ragazza. Ma non solo: Schettino ha rivelato ai magistrati, durante l'interrogatorio di garanzia, che la scatola nera della nave non era più in grado di registrare le comunicazioni tra gli ufficiali almeno da quindici giorni prima del naufragio. Era guasta da tempo, insomma. 

In particolare il guasto avrebbe interessato il sistema di registrazione della voce; un fatto noto a bordo, secondo la testimonianza dello stesso Schettino. Il comandante ha anche precisato ai pm che il cattivo funzionamento dell'apparecchiatura era stato comunicato, senza alcun esito, a chi avrebbe dovuto provvedere alla sua riparazione. Gli inquirenti, adesso, dovranno verificare se le affermazioni di Schettino corrispondono alla verità dei fatti.

Evitare il disasto ambientale

E' una corsa contro il tempo, quella per scongiurare il disastro ambientale all'isola del Giglio. Dopo che il Consiglio dei ministri di ieri sera ha deliberato lo stato d'emergenza per il naufragio della Costa Concordia, questa mattina è arrivato in loco il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, nominato commissario delegato per l'emergenza.

"Le ricerche dei dispersi nel naufragio continueranno - ha detto - la Concordia non sta avendo particolare stress, è abbastanza stabile. Oltre alla ricerca dei dispersi, però, occorre prevenire il disastro ambientale, perchè la contaminazione dell'ambiente è già avvenuta". "Siamo concentrati - ha aggiunto lo stesso Gabrielli - su quelle 2.400 tonnellate di carburante, ma non dobbiamo dimenticare che in quella nave ci sono olii, solventi, detersivi, tutte cose che servono ad una cittadina di 4.000 abitanti".

"Da oggi - ha proseguito il numero uno della Protezione civile - la struttura che opera all'Isola del Giglio per l'emergenza legata al naufragio della Costa Concordia parlerà con una sola voce. Ho pregato le varie strutture di non far permanere sull'isola nessun portavoce. Questo non significa pensiero unico, ma vuol dire rendere un servizio in termini di informazione corretta".

 

giovedì 23 febbraio 2012 - 5.18



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