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Vendemmia 2010: gli enologi si attendono una buona annata
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di Redazione
Firenze. Nonostante i molti cambiamenti climatici delle ultime annate, la vite manifesta la sua capacità di adattamento, riuscendo a superare i momenti di criticità che hanno invece compromesso l'esito di altre culture. Questa è l'opinione di Assoenologi in merito alla prossima vendemmia. I risultati produttivi il mercato interno sono in ogni modo negativi rispetto ai decenni precedenti.
Nei primi cinque mesi del 2010 le esportazioni italiane sono tornate a volare. Quest'anno si produrranno 45,5 milioni di ettolitri di vino e mosti, un quantitativo uguale a quello del 2009 (45.422.000), a fronte della media quinquennale (2005/2009) di 46.885.000 di ettolitri e a quella decennale (2000/2009) di 48.263.000 di ettolitri.
L'Italia risulta divisa in tre parti. Il Nord manifesta incrementi di produzione abbastanza omogenei che vanno da +5 a +10 per cento. Gli incrementi maggiori sono registrati in Piemonte e in Lombardia. Le regioni centrali (Emilia Romagna e Toscana) e le due grandi Isole hanno un abbattimento che va da -5 a -20 per cento, mentre quelle meridionali un incremento del 5 per cento con punte del 10 per cento in Puglia. Il Veneto si conferma, per il quarto anno consecutivo, la regione italiana piu' produttiva. Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia insieme producono 26.650.000 ettolitri, ossia quasi il 60 per cento di tutto il vino italiano.
Le vendite all'estero nel 2009, rispetto al 2008, hanno fatto registrare un incremento del 6,2 per cento nella quantità ma un decremento del 6,1 per cento negli introiti. Un segnale contrastante che ha messo in luce la forte tensione che caratterizza i mercati internazionali, dove la diminuzione dei prezzi all'ingrosso è stata evidente, tanto da far ritornare il prezzo medio al litro indietro di sei anni con un decremento, rispetto all'anno precedente, di ben l'11,6 per cento.
I primi cinque mesi del 2010 fanno registrare un incremento delle nostre vendite all'estero del 5 per cento in volume e del 7,8 per cento in valore rispetto allo stesso periodo dello scorso, il che significa che i vini italiani hanno registrato una buona ripresa.
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