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di Redazione (*)
Grosseto. E' grave quello che hanno scoperto ieri i volontari di Arcigay Grosseto mentre si recavano in associazione per lavorare ad un progetto per i consultori; una grande croce celtica nera contornata dalle scritte “Dux” e “A morte”.
“Siamo amareggiati e allo stesso tempo decisamente arrabbiati per quanto successo - ha commentato Alessandro Iberi, presidente dell'associazione - viviamo un periodo sempre più triste per questo paese ma questa città non merita di essere offesa in questa maniera cosi vile perché tutti siamo umiliati, non solo l'Arcigay sta nel mirino di certa gente ma tutte le persone che vogliono vivere in un paese democratico che rispetta i propri cittadini e le loro libertà”.
Il gesto, che certamente si commenta da solo, non deve essere né sottovalutato né accantonato, la risposta deve essere rapida e convinta da parte di tutta la città per dire basta all'odio ed alla violenza.
Anche novanta anni fa si cominciò con il colpire i più deboli e i più liberi, le associazioni, i partiti, i sindacati e i giornali per arrivare poi a schiacciare tutta la società e portare l'intero Paese in un abisso dal quale avrebbe impiegato decenni per uscire.
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